SEO Internazionale per aziende B2B: come scegliere le migliori parole chiave

Scritto da Yourbiz Staff in Internazionalizzazione

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Se vuoi sviluppare una strategia SEO internazionale, devi innanzitutto puntare sulle keyword giuste. Devi poi ottimizzare i contenuti del sito e, se necessario, crearne di nuovi per posizionarti meglio sui motori di ricerca. Alla fine, per non vanificare tutto il lavoro, verifica sempre che i contenuti nuovi siano ben raggiungibili.

Quando progetti il piano SEO internazionale per la tua azienda B2B, non devi mai sottovalutare l’importanza delle giuste parole chiave e la pertinenza dei contenuti che scegli di pubblicare. Investire su keyword infruttuose, infatti, innesca una serie di reazioni a catena che potrebbero far fallire il tuo progetto.

Ma come si scelgono le migliori parole chiave per un’attività SEO internazionale? Un valido aiuto viene da Google stesso, che fornisce 2 strumenti (quasi) infallibili: Keyword Planner e Global Market Finder.

Una volta trovate le keyword più promettenti, devi modellare i contenuti. O meglio, devi:

  • Ottimizzare tutti i contenuti del tuo sito
  • Se necessario, crearne di nuovi
  • Dove occorre, verificare i redirect delle pagine del tuo sito.

Vediamo, una dopo l’altra, tutte le fasi da seguire per sviluppare una buona strategia.

 

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1. Prima fase di un piano SEO internazionale: scegli le keyword

Trovare le parole chiave “giuste” significa capire quali sono i bisogni informativi del tuo target di riferimento. Quali sono le query più digitate? Quali intenti di ricerca sottendono? In che modo i tuoi competitor rispondono a quelle richieste?

Queste domande si applicano tanto ad una strategia SEO classica quanto a una di respiro internazionale. Per conoscere il pubblico del tuo mercato B2B e offrirgli ciò di cui hai bisogno, devi sapere che cosa cerca.

Una volta che hai compilato un elenco delle keyword che, ad una prima analisi, reputi interessanti, 2 strumenti progettati da Google stesso vengono in tuo aiuto: Google Keyword Planner e Google Global Market Finder.

  • Keyword Planner: è lo Strumento di pianificazione delle parole chiave. Digitando una per una le keyword prescelte, il planner restituisce 3 tipi di informazioni: il loro volume medio di ricerca mensile, il livello di concorrenza e il Costo per Click; quest’ultimo è utile per le campagne di pubblicità a pagamento. Non solo, il planner ti propone anche un elenco di termini correlati, cioè parole che rientrano nello stesso campo semantico della tua keyword.
  • Global Market Finder: svolge ricerche simili al suo “fratello maggiore”, ma offre una funzionalità in più. Ti dà la possibilità di visualizzare una mappa geografica dove sono evidenziati i Paesi in cui la keyword è cercata più spesso, oltre ad una traduzione della parola in tutte le lingue parlate da Google.

Quando hai ben chiaro su quali keyword vuoi puntare, puoi procedere con la seconda fase.

 

2. Ottimizza i contenuti del tuo sito

La seconda fase di un piano SEO internazionale consiste nell’analizzare i contenuti del tuo sito.

Per una buona analisi, devi chiederti:

  • Il contenuto è pertinente alla parola chiave per cui voglio posizionarmi?
  • Il testo è comprensibile agli utenti?
  • Google è in grado di scandagliarlo?
  • Sto offrendo informazioni utili e rilevanti o non sto dicendo niente di nuovo?
  • Sto mettendo in risalto la unique value proposition del mio business?

Se rispondi “sì” ad ogni domanda, beh, complimenti, il tuo sito è molto buono. Se invece hai dei dubbi su una o più questioni, devi iniziare ad ottimizzare i contenuti del sito: solo così aumenterai le tue chances di posizionamento su Google.

In particolare, se i contenuti non sono sufficienti per rispondere in modo esaustivo alle ricerche del tuo pubblico, devi progettare la stesura di nuovo materiale.

 

3. Crea nuovi contenuti che ti aiutino a posizionarti

La maggior parte delle volte, i contenuti di un sito non ottimizzato in ottica SEO internazionale non sono sufficienti a favorire un buon posizionamento. Spesso l’analisi delle keyword rivela la necessità di fornire molte più informazioni di quanto ci si aspettasse.

Per questo motivo, è fondamentale pianificare e produrre nuovo materiale, che può comprendere: pagine del sito, articoli del blog, landing page e via dicendo. I contenuti non sono solo testuali, ma possono essere utili anche formati diversi, basti pensare ai video e alle infografiche: grazie alla loro immediatezza e chiarezza, sono molto apprezzati sia da Google che dagli utenti del web, sempre affamati di nuove informazioni.

Tutti i nuovi contenuti devono essere ottimizzati SEO e, soprattutto, essere realmente utili, approfonditi, chiarificatori: copiare o duplicare contenuti già esistenti non ti farà guadagnare neanche mezza posizione.

 

4. Non deludere chi ti sceglie: verifica i redirect delle pagine

Se nella fase di ottimizzazione e creazione di contenuti per il posizionamento SEO internazionale hai modificato i titoli delle pagine e il loro URL, devi stare attento a non incappare in un errore tanto banale quanto odioso.

Per ogni URL modificato devi fare i corretti redirect.

Il redirect è la funzionalità che ti permette di reindirizzare l’utente che clicca su un dominio verso un dominio differente. È fondamentale se hai cambiato l’URL di una pagina già indicizzata, altrimenti l’utente che visualizza la SERP e clicca sul link, atterra su una pagina inesistente.

Un esempio: cerchi su Google “Come fare SEO internazionale”. La SERP offre un risultato interessante, il suo URL “www.agenziaseo.it/fare-seo-internazionale”. Tu clicchi sul link, felice di aver trovato quello che cercavi, ma atterri su una pagina inesistente. Come mai? Probabilmente, in fase di ottimizzazione, quel contenuto è stato modificato e il suo URL è diventato “www.agenziaseo.it/come-fare-seo-internazionale”, ma nessuno ha fatto il redirect.

Fastidioso, vero? Devi ricominciare la ricerca. Ricordati di non giocare lo stesso scherzo ai tuoi utenti, e verifica sempre gli URL delle tue pagine. Se li hai modificati, fai il dovuto re-indirizzamento.

 

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