Prodotti italiani da esportare: 3 strumenti per aziende B2B

Scritto da Yourbiz Staff in Internazionalizzazione

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Quali sono i migliori prodotti italiani da esportare? In quale Paese o area geografica? Se sei un’azienda B2B e vuoi espandere il tuo business in territori extra-nazionali, questi 3 strumenti (gratuiti) messi a disposizione da Google potrebbero fare al caso tuo.

Hai deciso che è giunto il momento di internazionalizzare il tuo marchio? Pensi che la tua azienda B2B realizzi ottimi prodotti italiani da esportare?

Prima di lanciarti nella nuova avventura, devi pianificare attentamente la tua strategia. Il web ti offre alcuni strumenti gratuiti che ti permettono di studiare i mercati esteri e di trovare nuovi clienti per la tua azienda B2B.

Per sapere:

  1. dove esportare, puoi usare Google Global Market Finder
  2. quando investire, hai a disposizione Google Trends
  3. come comunicare il tuo valore, sfrutta Google Keyword Planner.

Questi 3 strumenti sono il punto di partenza della tua strategia di web marketing internazionale, che mira al posizionamento del tuo sito web sui motori di ricerca. Come si raggiunge un buon posizionamento all’estero?

Ottimizzando in ottica SEO il sito multilingua e offrendo al tuo pubblico dei contenuti di qualità.

Grazie a Google scopri dove, quando e come investire nel marketing internazionale

Quali sono i Paesi potenzialmente interessati ai tuoi prodotti? Questa è la prima domanda che devi porti quando credi di avere dei prodotti italiani da esportare. Poi, devi chiederti quando iniziare a proporre i prodotti sul mercato estero, e infine come devi comunicare per essere trovato dal tuo target.

  • Dove. Per capire in quali Paesi c’è più richiesta di prodotti come i tuoi, puoi usare Global Market Finder. Dando in pasto allo strumento le categorie semantiche che descrivono la tua offerta, saprai quali sono i Paesi dove è più digitata la chiave di ricerca relativa al tuo brand, quanto è competitivo il mercato e quanto il pubblico è disposto a spendere per quel bene. Non male come inizio, vero?
  • Quando. La penetrazione del mercato non può avvenire in un momento a caso: devi sfruttare stagionalità e tendenze. Per farlo, puoi accedere gratuitamente a Google Trends. Avrai una panoramica immediata sugli argomenti caldi del momento, i topic più cercati nell’ultimo anno e l’andamento di ricerca delle keyword relative al tuo prodotto.
  • Come. Quando decidi di esportare il tuo brand, devi considerare che avrai a che fare con consumatori dalle caratteristiche molto diverse da quelle a cui ti sei abituato in patria. Devi quindi studiare una strategia di comunicazione adatta al nuovo pubblico: Google Keyword Planner ti suggerisce le keyword più cercate, così che tu le possa utilizzare nei contenuti del tuo piano di content marketing (pagine del sito, articoli del blog, social media, e-book, newsletter, ecc).

Dispiega tutto il potenziale della tua azienda: posizionamento e contenuti di qualità

Una volta che hai capito il dove, il quando e il come promuovere i tuoi prodotti italiani da esportare, inizia la vera fase operativa della tua strategia di web marketing.

Per essere trovato su Google dai tuoi potenziali clienti, il tuo sito multilingua deve essere ben posizionato: ciò significa che deve comparire tra le prime posizioni della pagina dei risultati di Google, per la chiave di ricerca corrispondente al tuo prodotto.

Il posizionamento è frutto di un insieme di attività:

  • alcune molto tecniche, che agiscono a livello di codice del sito
  • altre di produzione di contenuti
  • e altre ancora volte a stimolare il passaparola online relativo al tuo brand

Qui non ci soffermiamo sugli aspetti tecnici e su quelli relazionali (terzo punto), ma piuttosto su quelli relativi ai contenuti.

Come fai a produrre contenuti di qualità che piacciano ai tuoi potenziali lead?

1. Scegli le giuste keywords. Sfruttando gli strumenti gratuiti di Google, di cui ti ho parlato poco fa, puoi trovare le migliori keywords con le quali creare i tuoi contenuti. Le keywords migliori sono quelle che hanno un volume di ricerca mensile medio-alto ma un indice di competitività basso: ciò significa che sono molto cercate, ma che non esiste al momento un’eccessiva concorrenza.

Non limitarti alle keywords secche, ma cerca di creare un elenco corposo che comprenda anche termini correlati (appartenenti allo stesso campo semantico) e parole chiave a coda lunga. Queste ultime in particolare sono utili perché molto dettagliate, quindi meno inflazionate ma capaci di intercettare bisogni specifici.

2. Scrivi contenuti originali e utili. Una volta che hai stilato il tuo elenco di parole chiave, puoi stendere i tuoi contenuti. Pagine del sito, landing pages, articoli del blog, e-book gratuiti, guide, white paper: sono tutti materiali che comunicheranno al tuo target l’idea che tu sia molto competente sull’argomento, conquisteranno la sua fiducia e lo persuaderanno a rivolgersi a te per concludere un acquisto.

Trattandosi di un sito multilingua progettato per i prodotti italiani da esportare, devi assicurarti che le traduzioni in lingua non siano approssimative o meramente letterali, ma ben localizzate. Devono conservare le sfumature di significato, adattarsi al tono di voce e alle modalità di comunicazione proprie della cultura cui sono destinate.

Alcuni esempi di prodotti italiani da esportare: scopriamo come posizionarli

Proverò ora a simulare (semplificando e generalizzando!) il percorso che va dall’individuazione del mercato estero per i tuoi prodotti italiani da esportare, alla stesura di un contenuto utile per il tuo target.

Esempio #1

Pongo il caso che tu venda “confezionatrici per il sottovuoto” e abbia già pubblicato un sito in lingua italiana.

Primo step, dove. Vai sul Global Market Finder, inserisci l’URL del tuo sito e ottieni questi dati:

Il tuo prodotto è più richiesto, in assoluto, negli Stati Uniti: le ricerche mensili delle keywords si attestano sui 14 milioni, la competitività è relativamente bassa (facilità di penetrazione del mercato stimata a 8 in una scala da 1 a 190) e anche il CPC è abbastanza buono. Gli USA sembrerebbero essere un buon mercato in cui provare ad esportare il tuo prodotto.

Secondo step, quando. Per capire quando iniziare a promuovere il tuo prodotto, vai su Google Trends e verifica l’andamento delle ricerche per la tua keyword nel tempo. Ma prima, ricordati di trovare il corrispettivo americano del termine “confezionatrice per il sottovuoto”, che è “vacuum packing machine”.

Diciamo che, nell’ultimo anno, i picchi di ricerca si sono verificati a novembre-dicembre 2016 e ottobre 2017. Potresti, a grandi linee, concludere che le confezionatrici siano più richieste nella stagione invernale.

Terzo step, come. Devi scoprire su quali keywords puntare per sviluppare una strategia di comunicazione adeguata al pubblico statunitense. Apri Keyword Planner e inserisci nella maschera il termine “vacuum packing machine”.

Lo strumento di Google ti offre un lungo elenco di “keywords ideas” da cui prendere spunto per stendere i tuoi nuovi contenuti.

Esempio #2

Mettiamo invece che la tua azienda B2B venda, e voglia esportare, sistemi per l’automazione industriale.

Alle prime posizioni delle statistiche del Market Finder trovi:

  1. Germania, con un volume di ricerca pari a 5 milioni e un indice di competitività molto alto
  2. Francia, volume di ricerca 3 milioni, competitività media
  3. Cina, volume di ricerca 1 milione, competitività bassa.

Quale mercato tenteresti di conquistare? La scelta più saggia è tentare con la Francia perché, sebbene le ricerche mensili siano quantitativamente inferiori, saresti avvantaggiato in termini di concorrenza.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Se vuoi approfondire i temi a cui ho accennato, puoi scaricare l’e-book gratuito: "Come vendere all'estero nel modo giusto: la guida (molto pratica e poco teorica) per imprese B2B."

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