Industria 4.0: la quarta rivoluzione industriale e le opportunità del big data marketing

Scritto da Giorgio Nicoli in Le novità di Yourbiz

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Ne avrai sentito parlare dappertutto: siamo nel mondo della quarta rivoluzione industriale e gli investimenti nell'Industria 4.0 sono enormi e pianificati. Ma di cosa si tratta esattamente? E perché la tua impresa non deve farsi sfuggire questo momento rivoluzionario?

Non ti preoccupare, siamo in due. Anche io, quando ho sentito per la prima volta parlare di Industria 4.0 sono rimasto un po’ disorientato. Da allora, quel termine mi è continuato a rimbalzare nelle orecchie, giorno dopo giorno. Continuamente. In tutto questo turbinio di chiacchiericci e discussioni sulla smart manufacturing e sulle altre innovazioni introdotte dalla “quarta rivoluzione industriale”, grazie all'esperienza accumulata da anni con aziende leader nei vari settori manifatturieri, ho iniziato a sviluppare con Yourbiz una serie di progetti innovativi di produzione 4.0. Oggi, forte di case history ed esperienze concrete sul mercato, voglio raccontarti qualcosa in più sulla ormai famosissima Industria 4.0. Da imprenditore a imprenditore.

Yourbiz e l'Industria 4.0: siamo specializzati nella progettazione e realizzazione per imprese di produzione di sistemi di smart manufacturing con l'obiettivo di ottimizzare le performance dei processi di produzione e aumentare le vendite

Non ti parlerò di dove nasce il termine Industria 4.0 e di come si è sviluppato, ma mi limiterò a provare a spiegare di cosa si tratta effettivamente, nella pratica. È un po’ difficile, perché è diventata una di quelle cosiddette buzz words, le parole “complicate” che hanno assunto decine di significati diversi di bocca in bocca, senza una vera e propria definizione da dizionario. In sostanza, però, il termine descrive come è diventata e come dovrà essere nei prossimi anni la produzione industriale in questo “quarto ciclo” storico. Se la prima rivoluzione industriale indicava il passaggio da sistemi agricoli alle prime industrie, la seconda l’impiego di petrolio ed elettricità, la terza il regno dell’elettronica e dell’informatica, l’Industria 4.0 è il nuovo mondo del presente, quello delle macchine intelligenti.

Riproviamo, con parole più semplici. Immagina che le tue macchine abbiano installati dei dispositivi connessi ad internet, che accumulino dati in continuazione e producano conoscenza in tempo reale. Oltre a soddisfare il loro bisogno primario (per esempio, verniciare un’automobile, se si tratta di impianti di verniciatura), le macchine sono in grado di produrre migliaia di dati, che possono arricchire la conoscenza e la soddisfazione dei tuoi clienti e ribaltare completamente le tue logiche di ricerca e sviluppo. Grazie alla condivisione in tempo reale di tutti questi dati, che chiamiamo big data, l’industria può vivere una inedita rivoluzione concettuale.

 

Parliamo allora di big data

Ecco, un altro termine che avrai sentito spesso e che occorre chiarire, se vuoi andare avanti nella lettura. Questi famosi e impenetrabili big data non sono altro che enormi quantità di informazioni, che con i sistemi di stoccaggio di un tempo non sarebbero mai potuti essere immagazzinati. Oggi, grazie a computer di enorme capacità e a dispositivi in grado di raccogliere in tempo reale milioni di informazioni, tutto questo viene invece reso possibile.

I big data sono direttamente responsabili di tre trasformazioni principali nella conoscenza dell’uomo:

  • sono “grandi”, ma non in senso assoluto… possiamo parlare di migliaia, milioni o addirittura miliardi di dati, ma quello che importa è che siano l’esatto totale delle informazioni che vuoi raccogliere, non una in meno. Se tutte le tue macchine accumulano in ogni momento le informazioni in merito al loro utilizzo, puoi conoscere con certezza tutti i dati utili per la tua impresa (te ne farò qualche esempio più avanti). Non parliamo più di statistica e dati rappresentativi, ma di matematica e dati reali;

  • sono “disordinati” e sporcati dal rumore, e proprio questo li rende così efficaci. Nel mondo dei dati tradizionali, si potevano raccogliere solo dati ordinati e raggruppabili in tabelle (il caro vecchio Microsoft Excel), con i big data si raccoglie tutto. E nel “tutto” sono comprese anche quelle sporcature che permettono di comprendere al meglio ogni fenomeno;

  • creano “valore”, un valore che non è direttamente connesso alla loro prima funzione (tornando all’esempio di prima, la verniciatura), ma che permette di creare nuovissime opportunità inedite e di stimolare prese di decisione in tempo reale. Un processo che chiamiamo marketing predittivo.

Facciamo un esempio concreto, come voglio essere in questo articolo. General Electric ha sviluppato piattaforme e sensori di raccolta dati di diverso tipo sui suoi sistemi industriali (dati termici, dati di vibrazione, altri dati di funzionamento), che permettono all’azienda di accumulare, in ogni momento, miliardi di informazioni in sistemi di raccolta centralizzati. Grazie a questi big data, la multinazionale dell’oil & gas è in grado di acquisire conoscenza sul funzionamento e la durevolezza dei propri sistemi, dando precisi input in fase di ricerca e sviluppo per perfezionarli.

Immagine e case history sono riprese da General Electric: https://www.ge.com/digital/blog/big-data-oil-and-gas

I big data sono enormi quantità di informazioni, che possono essere raccolte, conservate ed elaborate da dispositivi complessi

 

Parliamo di smart manufacturing

Passiamo ad un altro termine dell’Industria 4.0 che ti avrà riempito le orecchie… per smart manufacturing, tradotto “produzione intelligente”, si intende una linea di produzione che integri alle macchine anche questi sistemi intelligenti di raccolta dati in tempo reale, che generi dei veri e propri oggetti connessi ad internet. In questo senso, si è sviluppato il termine Internet of Things (abbreviato, IoT), che indica proprio questi oggetti smart in grado di “comunicare” con il sistema centralizzato e con altri oggetti connessi ad internet.

L’accumulazione di dati non può che partire proprio dalla produzione, dal momento in cui questi sistemi di raccolta (sensori…) vengono posizionati nell’oggetto da creare. In questo istante le informazioni generate diventano “oro colato” per l’impresa, che può sfruttarle per azioni di maintenance predittivo e marketing predittivo:

  • prima di tutto, può infatti utilizzare i dati per individuare dei pattern nel funzionamento dei componenti della macchina (tunnel di lavaggio, forno di asciugatura… nel nostro esempio) e nel loro logoramento nel tempo. In questo modo, puoi ottimizzare le attività di produzione e dare stimoli adeguati al reparto di ricerca e sviluppo, per prevenire e risolvere le problematiche più frequenti. È questo che definisco “maintenance predittivo”;

  • allo stesso tempo, puoi anticipare con tutto questo know-how le richieste dei tuoi clienti, per esempio fornendo in tempo reale i pezzi di ricambio (magari, direttamente con un ordine da e-commerce business to business). È qui che il valore diventa anche quello di “marketing predittivo”.

Ovviamente, e ci torno nel prossimo paragrafo, uno dei valori che può essere generato da questi sistemi di smart manufacturing, è la modalità con la quale tali informazioni possono essere raccolte e ordinate per una corretta visualizzazione. In questo senso, la prima e naturale integrazione è quella con i sistemi di business intelligence, che già lavorano molto bene nei nostri sistemi di analisi web con i big data accumulati sui siti web dalle visite di tutti i giorni degli utenti. Allo stesso modo, nella smart manufacturing, una piattaforma (dashboard) permette di visualizzare in ogni momento i dati raccolti e i loro andamenti nel tempo (trend).

La smart manufacturing (produzione intelligente) è una linea di produzione che integra sistemi di raccolta dati in tempo reale, generando oggetti 4.0 connessi a internet (Internet of Things, IoT)

 

Come generare business intelligence: l’essenza dell’Industria 4.0

A questo punto, torniamo al nostro impianto di verniciatura. Installando dei sensori in linea di produzione (smart manufacturing), che collezionino dati enormi e variegati (big data) sul suo utilizzo, opportunamente collezionati e riassunti in sistemi di stoccaggio delle informazioni, si può realizzare il pieno scopo dell’Industria 4.0, quello della generazione in tempo reale di nuovo valore per ottimizzare i processi produttivi. I sensori potrebbero raccogliere i dati di utilizzo di tutte le macchine distribuite nelle diverse imprese e potrebbero generarsi due sistemi di valore secondario.

Da un lato, potresti proporre al cliente finale un sistema semplice, veloce e riassuntivo di dati di performance dell’impianto o della macchina. Quanti pezzi, in media, ha verniciato ogni settimana? Con quanti errori? Quale è stato il giorno più produttivo? E quali sono le ore più produttive? In questo modo, il tuo cliente può avere a disposizione un sistema di customer business intelligence, con il quale può monitorare le performance dell'impianto e della sua struttura produttiva.

Dall’altro lato, e qui arriva il bello, puoi tu stesso godere di un sistema di manufacturing business intelligence, grazie alla somma di tutti i customer business intelligence appena delineati. Raggruppando e confrontando le diverse informazioni accumulate, puoi stabilire, in media, quali sono le performance delle tue macchine, quanti e quali i malfunzionamenti, quali le principali perdite di tempo. In questo modo, potrai dare input corretti al reparto di ricerca e sviluppo, al fine di ottimizzare e migliorare le performance dell'impianto, basandoti su dati reali e concreti.

Si parla di maintenance predittivo proprio per questo: perché si predice in tempo reale ciò che serve, basandosi su una solida realtà, quella dei dati concreti accumulati.

Da un lato un sistema in tempo reale di dati di performance della macchina, da vendere al cliente. Dall'altra, la somma di tutti questi sistemi, a tua disposizione per la ricerca e sviluppo e per il marketing.

 

Quali competenze servono per un’Industria 4.0?

È chiaro che per realizzare macchine intelligenti, connesse ad internet e in grado di accumulare dati di valore in ogni momento, servono una serie di competenze che potresti non avere in casa. Sicuramente, queste sono le principali:

  1. competenza strategica: questa è la tua e non ne puoi fare a meno. Devi capire quali dati potresti monitorare e raggruppare, anche confrontandoti con i tuoi clienti;

  2. competenza di elettronica e sistemi di comunicazione: per introdurre sensori Bluetooth, rilevatori termici, sensori di visualizzazione e altri sistemi in linea di produzione, serve l’esperienza di un’azienda che si occupi specificamente di installazione di sistemi di smart manufacturing;

  3. competenza di sviluppo applicazioni complesse: per realizzare delle piattaforme smart, serve un applicativo che sia sviluppato ad hoc per la tua realtà, in grado di integrarsi con altri sistemi eterogenei (PLC, ERP, etc…);

  4. competenza di marketing data analysis: per leggere al meglio i dati e trarne un valore di business intelligence, serve un’ampia conoscenza della matematica, della lettura e della rappresentazione di big data.

Se credi nella tua competenza strategica, il resto lo puoi trovare con il nostro aiuto. Sono anni che sviluppiamo applicazioni complesse, integrate con specifici sistemi già presenti in azienda (PLC, ERP e CRM nella distribuzione B2B, etc), grazie al nostro solido reparto di programmazione. Al contempo, i nostri analisti di dati lavorano continuamente su modelli statistici e di business intelligence su cluster, con lo scopo principale di incrementare l’efficacia di azioni di marketing. Infine, ci appoggiamo ad un partner consolidato per tutta la parte che riguarda l’installazione di sensori in linea di produzione.

Come puoi vedere, il connubio è potenzialmente completo.

 

Il ruolo dell'Italia: il Piano Nazionale Industria 4.0

Se hai sentito parlare così tanto di Industria 4.0, è anche perché in Italia, stimolati dai successi in altre nazioni e dalle spinte del settore produttivo italiano, si sta decidendo di puntare sulla nuova rivoluzione industriale. Nel 2017, sono previsti 90 miliardi di euro di investimenti privati per l’Industria 4.0 e il settore pubblico contribuirà per 13 miliardi di euro (tra 2018 e 2024) tra super-ammortamenti e altre modalità. La legge di bilancio 2017 confermerà, con tutta probabilità, questi investimenti e le modalità specifiche per goderne.

 

Se sei un imprenditore che crede nelle leve del presente-futuro e che credi che l’Industria 4.0 sia un cappello che calza esattamente sulla tua testa, non puoi ignorare questo processo. Tieniti pronto a ricercare tutte le opportunità di investimento che ti si pareranno davanti nei prossimi mesi e tieniti pronto a ricercare partner di sviluppo, analisi dati e progettazione che siano effettivamente in grado di affrontare con professionalità questo importante processo. Per quanto riguarda Yourbiz, noi siamo pronti.

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