I dieci elementi di startup che le tue campagne Google AdWords non possono proprio trascurare

Scritto da Yourbiz Staff in Guide pratiche da scaricare

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Hai una campagna pubblicitaria su Google attiva e vuoi controllare che tutte le impostazioni siano corrette? In questo articolo, ti elenchiamo i dieci elementi di startup che proprio non possono mancare sulla piattaforma AdWords.

Qualche settimana fa, abbiamo lanciato un piccolo giochino sul nostro blog. L’abbiamo chiamata la checklist delle campagne AdWords, che assegna uno “Yourbiz Score”, un punteggio fino a quaranta punti, per valutare la bontà delle pubblicità su Google, dagli obiettivi ai risultati.

Tra gli intrepidi che hanno deciso di lanciarsi nella spietata auto-valutazione, la maggior parte ha sperimentato un risultato chiaro: spesso gli obiettivi di una campagna Google AdWords sono definiti, ma i risultati non vengono ottenuti (o non sono al massimo delle performance possibili) perché manca la consapevolezza in alcuni elementi di base disponibili sulla piattaforma, che consentono di tenere traccia delle metriche fondamentali di valutazione e consentono di ottimizzare le prestazioni.

In sostanza, buona parte di chi ha risposto alla checklist, non ha la piena coscienza di alcuni elementi di AdWords che potrebbero aumentare notevolmente le performance delle campagne.

Per questo motivo, abbiamo deciso di descrivere in questo articolo dieci degli elementi che proprio non puoi trascurare, se vuoi puntare all’aumento dei risultati sulle campagne pubblicitarie su Google. Allaccia le cinture e preparati a scoprire quali sono e come puoi utilizzarli.

Cinque elementi di startup per le performance legate alla consapevolezza

Come abbiamo rilevato già in occasione del lancio della nostra checklist, la consapevolezza, intesa come la capacità di avere sotto controllo obiettivi e performance delle campagne pubblicitarie su Google, è il primo passo per ottenere dei buoni risultati nella propria attività quotidiana di advertising. Ecco alcuni elementi che consentono di aumentare la consapevolezza nelle campagne AdWords.

Collegamento con Google Analytics e Google Search Console

Gli strumenti gratuiti di web analytics di Google consentono di misurare e controllare le performance dei progetti web. In questo senso, non puoi proprio trascurare il collegamento della piattaforma AdWords con questi altri tool. Grazie alla comunicazione tra gli strumenti Google, incrocerai i dati (impression, clic, conversioni, query di ricerca) con una precisione maggiorata.

Monitoraggio delle conversioni e delle micro-conversioni

Su Google Analytics, puoi impostare degli “obiettivi”, che ti consentono di verificare quando un’azione desiderata – detta anche conversione – è stata compiuta da un visitatore. Oltre alle conversioni principali (download di catalogo, richiesta di contatto, acquisto), puoi e devi anche misurare alcune micro-conversioni, che sono delle azioni meno importanti per il tuo business, ma comunque orientate alla conversione. Esempi sono l’iscrizione alla newsletter, la visita di una pagina chiave o la visualizzazione di un video. Puoi importare questi obiettivi nella piattaforma AdWords, assegnando un valore (es: “1” alle conversioni e “0,25” alle micro-conversioni). In questo modo, puoi da una parte valutare l’efficacia di annunci e parole chiave anche in assenza di grandi conversioni; dall’altra, utilizzare i pubblici orientati alla conversione per campagne di remarketing. Vediamo come.

Utilizzo dei pubblici qualificati per la remarketing

Google Analytics consente anche di creare dei “pubblici”, che possono essere importati ed utilizzati nella piattaforma Google AdWords. Questo strumento dà la possibilità di raggruppare una serie di visitatori che hanno compiuto determinate azioni, per differenziare lo strumento pubblicitario. Per esempio, come da punto precedente, potresti lanciare una campagna di remarketing solamente sugli utenti che hanno compiuto delle micro-conversioni, pur senza arrivare all’obiettivo finale, incentivandoli a completare il processo.

Raccolta delle conversioni

Chiaramente, gli utenti che convertono (o micro-convertono) dalle campagne AdWords non devono essere inseriti in un CRM confuso, ma devono essere separati e valorizzati, seguendone la storia di contatto. È importante sapere se a questi utenti viene fatta un’offerta o se firmano un contratto, distinguendoli dagli altri. Questo processo di differenziazione consente di valutare il ritorno sull’investimento della campagna. Per raggiungere questo scopo, puoi utilizzare uno strumento di monitoraggio avanzato (come il nostro Sistema Nuovi Clienti), oppure se sei alle prime armi limitarti a dei fogli di calcolo.

Monitoraggio della concorrenza

A livello di “consapevolezza”, non puoi trascurare la concorrenza. In questo senso, è fondamentale attivare sulla propria piattaforma Google AdWords le colonne che forniscono i dati in merito ai competitor. Tra questi, una particolare importanza è assunta dalla “quota di impressioni sulla rete di ricerca”, ovvero la misura percentuale delle volte che i tuoi annunci appaiono sul totale delle ricerche che vengono effettuate per una determinata parola chiave. Se quella keyword è fondamentale e ti fa convertire efficacemente… come mai questa quota non tende al 100%?

Cinque elementi di startup per le performance legate all’ottimizzazione

Per raggiungere un risultato efficiente, non bastano le buone intenzioni e il pieno controllo delle campagne AdWords. Certo, è un inizio, ma poi bisogna lavorare operativamente sulle pubblicità, per efficientare i processi. In questo senso, di seguito ecco alcuni elementi legati all’ottimizzazione di AdWords… che non puoi proprio trascurare!

Struttura differenziata dell’account

Il tuo account è organizzato in campagne, gruppi di annunci ed annunci? Se la risposta è “no” (come diverse arrivate nel questionario), devi sapere che, secondo Aristotele, la capacità di discernere è il principio della ragione. Se distingui in modo razionale le diverse campagne, costruisci diversi gruppi di annunci per diverse parole chiave (il consiglio è di avere al massimo cinque parole chiave affini per gruppo di annuncio) e scrivi almeno due annunci per gruppo, oltre ad accontentare i filosofi greci, avrai un controllo della pubblicità molto più alto. E dei risultati sicuramente più ottimali.

Controllo di parole chiave e termini di ricerca

Alcune parole chiave che associ ai tuoi annunci potrebbero portare a basse performance della campagna. Per questo motivo, le keyword vanno sempre controllate, verificate ed eventualmente messe in pausa. Allo stesso tempo, non trascurare il report legato ai “termini di ricerca”. AdWords comunica la maggior parte dei termini di ricerca effettivi (un buon 80%) in chiaro, e ti consente di rimuovere quelli che non sono adatti alle tue campagne.

Utilizzo delle estensioni

Avere degli annunci spogli e magri, oltre a ridurre le performance, è poco intelligente. Le estensioni di annuncio sono gratuite ed è ampiamente dimostrato che aumentano il tasso di clic, anche di molto. Utilizza tutte (proprio tutte) le estensioni a disposizione, in particolare quelle di chiamata, le callout, le sitelink (se intelligenti) e gli snippet strutturati. Per un approfondimento sulle estensioni AdWords, puoi leggere il nostro articolo tecnico dedicato.

Ottimizzazione delle offerte

Altri elementi che vanno tenuti sotto controllo, basandosi sull’intuizione e sui dati statistici rilevati dalla campagna, sono l’orario (soprattutto se il budget è limitato), il target geografico e i dispositivi (desktop, tablet, smartphone). AdWords consente di ottimizzare l’offerta relativa alla posizione geografica e ai diversi dispositivi, e di fermare le campagne in determinate ore della giornata. Perché non approfittarne?

Combinare le diverse tipologie di campagne

Spesso campagne sulla rete di ricerca, display e video vengono attivate senza un vero e proprio coordinamento tra le diverse opzioni. La struttura dell’account dovrebbe invece essere pienamente logica e prevedere uno stretto contatto tra le tipologie. Per esempio, le display potrebbero essere deputate a raccogliere intenzioni di ricerca generiche; le campagne sulla rete di ricerca potrebbero intercettare solo chiavi “a coda lunga”; e, infine, la remarketing potrebbe attivarsi sulle micro-conversioni.

Ottimizzare le campagne AdWords: qualche conclusione

In sostanza, l’ottimizzazione delle campagne AdWords è un processo lungo e complesso, ma alcuni elementi di startup possono, con qualche piccolo sforzo, contribuire a migliorare le performance sia dal punto di vista della consapevolezza che dell’operatività sulla pubblicità, verso il raggiungimento dei risultati.

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