Facebook Reactions: le nuove arrivate in casa Facebook

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E’ già passata quasi una settimana dall’introduzione delle Facebook Reactions. Esattamente mercoledì 26 febbraio, Facebook, dopo tante discussioni al suo interno, ha introdotto le nuove emoticon, a supporto, o meglio in aggiunta, allo storico e distintivo “mi piace”.

Vediamo insieme i motivi di questa novità

Facebook, come ben sai è un luogo di scambio di idee, di condivisione di opinioni, emozioni e di stati d’animo. E’ una comunità in cui si muovono dinamiche di contatti, amicizie, passioni, interazioni alla ricerca di adesione. Non sempre ciò che viene scritto sulla piattaforma si limita a un “mi piace”, che con il passare del tempo è diventato un riferimento troppo stretto rispetto alla complessità dei rapporti social.

Esistono infatti situazioni in cui il “mi piace” può sembrare fuori luogo e non rappresentare pienamente lo stato d’animo di una persona. Facebook, da alcuni mesi, aveva messo in discussione il “mi piace” e molte sono state le vie tentate affinché l’utente del social potesse aderire ai post con un “emoticon” più convinto e adeguato a ciò che si voleva condividere.

Ecco quindi come si sono suddivise le nuove Facebook Reactions.

  • Like: il cavallo di battaglia della piattaforma Social più famosa al mondo è rimasto invariato
  • Love: per identificare amore o piacere verso un post. Un’icona rossa con un cuore bianco nel mezzo
  • Ahah: un emoticon che rappresenta una risata
  • Wow: una faccia con occhi spalancati e bocca aperta per rappresentare stupore
  • Sad: la classica faccia triste, con la lacrima che scende dall’occhio
  • Angry: una faccia arrabbiata, rossa, per rappresentare disapprovazione e dissenso

Come puoi vedere, le possibilità di esprimere i propri sentimenti in relazione a un post sono notevolmente aumentate. Il “non mi piace”, come era stato erroneamente anticipato alcuni mesi fa, non è stato inserito.

Zuckerberg, il fondatore di Facebook, sostiene – con una buona dose di ragione - che con l’introduzione del “non mi piace” il social avrebbe rischiato di diventare più povero e meno interattivo, a causa del timore delle persone di scrivere contenuti poi identificati con i “non like”. In un social, in cui la condivisione rappresenta la massima rappresentazione dell’identificazione, con emozioni, sentimenti e notizie, la gente avrebbe potuto ritrarsi nel dichiarare il “don’t like”: meglio un sentimento con il faccino angry, la rabbia, si sa, passa.

E' possibile quindi notare un'evoluzione del social focalizzata sempre più sull'emozione dell'utente,  attraverso l'utilizzo di "simboli" e "segni" ( dal significato prettamente semiotico) che diventano parte integrante della comunicazione della piattaforma. Ad esempio, non è da escludere la possibilità di assistere tra qualche mese, alla diminuzione dei commenti nei post che verranno sempre più sostituiti dalle Facebook Reactions più veloci e immediate.

 

Staremo a vedere!

A presto,

Giorgio Nicoli

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