Facebook e SEO: ora possiamo iniziare a parlarne davvero seriamente

Scritto da Yourbiz Staff in Strumenti di webmarketing

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Con il nuovo sistema di catalogazione dei contenuti e di ricerca interna, Facebook sembra davvero sfidare le logiche dominanti dei motori di ricerca. In questo articolo, ipotizziamo alcune implicazioni che potrebbero derivare da questa svolta “Facebook SEO”.

Gli oltre 30 milioni di utenti italiani che utilizzano Facebook almeno una volta al mese se ne saranno accorti, o comunque se ne accorgeranno presto. Sto parlando del lancio della nuova ricerca interna al social network, che da una parte ha fatto storcere il naso agli storici utenti della piattaforma, abituati alla vecchia maniera; e dall’altra ha fatto brillare gli occhi ai SEO expert italiani, che stanno intravedendo parecchie opportunità per l’aumento del traffico dei propri siti web.

Se c’è qualcuno che può davvero sfidare il monopolio di Google nelle logiche e nei sistemi di organizzazioni del contenuto ricercabile, infatti, quello non è certo un concorrente che utilizza servizi similari (qualcuno ha detto Bing?), troppo indietro rispetto agli algoritmi raffinati ed estremamente complessi utilizzati dal motore di ricerca di Mountain View. Il potenziale sfidante, quello che può – almeno in parte – minare le logiche di posizionamento delle risorse, è un social network diffuso ed utilizzato giornalmente che porta il nome di Facebook.

In questo articolo, scopriamo e discutiamo l’innovazione introdotta da Facebook nella riorganizzazione del suo motore di ricerca interno, in particolare in riferimento ai “link”, i collegamenti esterni alla piattaforma.

Una piccola premessa: come funzionava la ricerca di Facebook

Fino a un paio di settimane fa, la ricerca nella piattaforma italiana di Facebook era piuttosto semplice: una lista di risultati (pagine, profili e gruppi), con un’immagine di anteprima, che privilegiava le ricerche precedenti dell’utente. Ovvero, le risorse interne a Facebook che la persona aveva già consultato, e che con tutta probabilità avrebbe voluto tornare a vedere.

La novità: un motore di ricerca vero e proprio

Ad oggi, l’introduzione del nuovo sistema di ricerca ha reso Facebook qualcosa di molto simile ad un motore di ricerca, con logiche di posizionamento molto interessanti, tutte da scoprire.

Innanzitutto, l’utente non può accedere direttamente ad una risorsa precisa, senza prima essere portato sulla pagina dei risultati di ricerca. Un’innovazione che ha probabilmente infastidito gli utenti che ogni giorno sulla piattaforma cercano un approccio più veloce e smart: se dovessi scommettere su un cambiamento prossimo del sistema di ricerca, punterei proprio sul ritorno ad un approccio one-click verso una sola risorsa privilegiata, un po’ come il buon vecchio “Mi sento fortunato”, abbandonato da Google.

Il sistema di presentazione dei risultati

Dopodiché, il sistema di presentazione dei risultati. L’organizzazione è per tab, che suddividono “pagine”, “post”, “persone”, “foto” ed altre risorse del social network. Il tutto è riassunto nella prima tab, quella dei risultati “principali”, nella quale viene portato l’utente che effettua la ricerca.

Scopriamone quindi le caratteristiche! Proviamo digitando “pasticceria” nella barra di ricerca:

Per questa ricerca, Facebook ha ritenuto più coerente mostrare i “luoghi” in primo piano. Con tutta probabilità, una serie di fattori determinano il posizionamento delle categorie di risorse, basandosi sul CTR degli utenti (tasso di clic) ed altri comportamenti affini. I tre risultati che vengono mostrati hanno delle caratteristiche molto particolari, che possiamo ipotizzare essere importanti per il ranking del motore di ricerca. NB: nessuna delle pagine mostrate era stata visitata in precedenza.

  • Sono tutte in Provincia di Bergamo, dove ho effettuato la ricerca. La geolocalizzazione è sicuramente fondamentale per questo genere di posizionamento.
  • Hanno tutte un buon numero di like e un buon numero di recensioni positive (e, aspetto rilevante, il primo parametro è nascosto, mentre il secondo è mostrato: possiamo immaginare che le recensioni siano più importanti, in questo senso?).
  • In tutti i casi, almeno un amico si è registrato presso quel luogo. La condivisione di esperienze sembra dunque essere un aspetto rilevante per il posizionamento Facebook.
  • Il primo luogo (non a caso, il primo) è aperto in questo momento.

In sostanza, i fattori SEO che sembrano condizionare il posizionamento sul motore di ricerca interno a Facebook (incrociando e verificando anche diversi altri risultati per query) sono la geolocalizzazione, la popolarità, la condivisione (amici) e un fattore che potremmo definire utilità (è aperto in questo momento?). Piuttosto affine alla proximity – popularity – authority del Local SEO di Google.

Pagine e gruppi

Dopo i luoghi, vengono mostrate – nel nostro caso esempio di “pasticceria” – pagine e gruppi. Anche in questo caso, il loro ranking sembra determinato da numero di like (in questo caso, esplicitati), dalle recensioni (quantità e qualità) e dalla presenza di amici nella propria cerchia che abbiano il like su tali risorse. La geolocalizzazione, in questo caso, non è esplicitata, ma è sicuramente rilevante: tutte sono pagine aziendali di pasticcerie nella Provincia di Bergamo.

Link

A seguire, un elemento davvero importante. Nella pagina di riepilogo, a distanza di uno scroll dai luoghi presentati come più rilevanti, è presentata la sezione dedicata ai “link”, che sono vere e proprie risorse esterne, che puntano a siti web esterni alla piattaforma di Facebook. Gli unici elementi di rimando al social network esplicitati sono la prima data di pubblicazione e il numero di condivisioni totale.

Perché Facebook dovrebbe portare l’utente fuori dal social network? L’unica spiegazione che sembra possibile è che voglia in qualche modo fare concorrenza a Google, presentandosi come un motore di ricerca autorevole che cataloga risorse potenzialmente utili per gli utenti alla ricerca di determinate informazioni.

L’unico dubbio permane sulla logica di catalogazione, che a prima battuta sembra particolarmente criptica. Nel caso della “pasticceria”, per esempio, il secondo risultato è datato, ha un numero davvero esiguo di condivisioni, e concerne un locale di Padova. In altri casi, i risultati sembrano privilegiare la novità e freschezza del contenuto (a mò di Google News).

Le implicazioni nel mondo SEO dalla “Facebook Search Revolution”

Cosa dovrebbe fare un SEO Expert? Nient’altro che grande attenzione nell’osservare i fattori fondamentali che stanno determinando il posizionamento delle risorse nel sistema di ricerca di Facebook; e la reazione di conseguenza, per cercare di spingere i propri risultati ai danni della concorrenza.

Nella realtà dei fatti, le variabili determinanti per il posizionamento delle risorse interne (luoghi, pagine e gruppi) sembrano essere piuttosto simili ai benchmark già utilizzati in passato, che includono:

  • Un buon numero di recensioni positive
  • Un buon numero di likes (attivi) sulla pagina
  • Le indicazioni corrette di localizzazione e orari di apertura
  • La freschezza dei contenuti, che determina (in parte) i primi due punti

La vera novità sembra rappresentata dai “link”, pagine web esterne che possono in linea teorica ricevere moltissimo traffico dal loro posizionamento su Facebook. Scoprire le variabili SEO che possono determinare un buon ranking dei siti web sul sistema di ricerca del social network sarà la chiave per dominare questo processo. Noi ci rimbocchiamo le maniche!

P.S. le implicazioni di questa rivoluzione potrebbero non riguardare solo il mondo SEO, ma anche quello PPC. Quanto tempo impiegherà Facebook prima di proporre pubblicità di tipo “search”, simile a quella che ha reso celebre Google AdWords? Noi diciamo al massimo sei mesi!

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