Esportare all’estero: best practice per le aziende B2B

Scritto da Yourbiz Staff in Internazionalizzazione

image Esportare all’estero: best practice per le aziende B2B
Esportare all’estero non è un’impresa che inizia e si conclude in qualche giorno. La scelta dei mercati, la ricerca di informazioni sulle politiche di tasse e prezzi, le nuove partnership con agenti e distributori: tutte queste considerazioni richiedono del tempo. E poi c’è la strategia di web marketing internazionale.

Dopo mesi di riflessioni, tu e la tua squadra avete deciso: è giunto il momento di esportare all’estero. È un grande passo! Dovete ripensare le vostre tradizionali strategie di marketing, confrontarvi con realtà tutt’altro che familiari. E relazionarvi con pubblici le cui abitudini quotidiane, ma anche d’acquisto, sono molto diverse da quelle del tuo target domestico.

Vi immagino seduti intorno al tavolo nella sala riunioni. Elettrizzati per la nuova sfida, con una sana dose di paura a fare da contorno, vi caricate a vicenda: “Bene, bravi tutti: dai, si parte!”.

Sì, ma da dove si parte? Non potete andare a caso.

Ecco perché oggi ti spiego quali passi deve seguire la tua azienda B2B, se vuole costruirsi delle reali possibilità di export in un Paese estero. Immagina questi passi come attività da compiere progressivamente, giorno dopo giorno.

 

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1. Il primo giorno cerca di capire dove potresti effettivamente esportare

È abbastanza evidente il perché questo sia il primo passo da compiere? Come puoi esportare, se non sai nemmeno dove? Dunque, fatti un bel caffè, siediti alla scrivania, apri il tuo laptop. Non perdere tempo su Facebook, ma vai subito sul Google Global Market Finder.

Global che? Questo sito -> https://marketfinder.thinkwithgoogle.com/intl/en/

Il Global Market Finder è un prezioso strumento di Google. Ti consente di scoprire in quali Nazioni è più desiderato il prodotto o servizio che vendi, basandosi sui volumi di ricerca delle keyword:

Più la keyword che descrive il tuo prodotto/servizio è digitata su Google

Più quel prodotto/servizio è oggetto di grande interesse in quel Paese.

 

Quindi, se la tua azienda B2B produce banchi da lavoro per officine e tu vuoi capire dove poter esportare all’estero, non ti resta che scegliere 2/3 categorie attinenti al prodotto, darle in pasto al Global Market Finder e vedere quali risultati vengono fuori.

Ho provato a fare proprio questo test e guarda cosa è uscito:

  • Le categorie attinenti

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  • I mercati più interessati – e interessanti

esportare-all-estero-1

 

Chiaramente, il Global Market Finder non va preso alla lettera, ma è un buon punto da cui partire, a cui devono – sì, DEVONO – seguire ulteriori ricerche, più approfondite. Beh, sei solo al primo giorno di lavoro per l’internazionalizzazione del tuo brand, hai ancora un sacco di tempo!

 

2. Il secondo giorno informati su tasse e prezzi

Sembra tutto bellissimo: esportare all’estero, internazionalizzare il tuo brand B2B, viaggiare a destra e a sinistra, far impennare i guadagni. Sembra. Finché non ti scontri con la dura realtà: esportare all’estero significa fare i conti (letteralmente) con un sistema economico diverso.

Sistema economico significa:

  • Leggi diverse
  • Tasse diverse
  • Politiche di prezzi diverse
  • Modalità di spedizione diverse.

Quindi, non farti trovare impreparato. Il secondo giorno di lavoro, quando hai già individuato i papabili Paesi in cui vorresti esportare il tuo prodotto, rifatti un caffè, risiediti al tavolo, riapri il laptop e inizia a informarti su tutte queste questioni.

Se sui vari siti non si capisce un granché, prendi il telefono e contatta la camera di commercio del tuo paese o ad una delle tante associazioni di categoria: sapranno darti informazioni esaustive.

 

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3. Il terzo giorno progetta la tua presenza a fiere ed eventi di settore

Stabilito che, nei Paesi individuati, gli aspetti economici, legislativi, amministrativi e burocratici non penalizzeranno i tuoi affari internazionali, puoi proseguire nel tuo intento di esportare all’estero. 

Il terzo giorno è la volta dei contatti diretti: è il giorno in cui ti organizzi e decidi a quali fiere, o eventi di settore, parteciperai. Perché sì, tu parteciperai. È fondamentale farsi vedere in quelle occasioni: è un’ottima opportunità per conoscere potenziali clienti ma anche, e soprattutto, possibili distributori e futuri agenti. E ovviamente, un modo estremamente rapido per spiare cosa fanno i tuoi concorrenti, come si presentano al pubblico, quali novità propongono, quali strategie hanno studiato.

Non sottovalutare mai l’importanza degli agenti all’estero: sono l’anello di congiunzione tra la tua azienda B2B e un pubblico nuovo, molto probabilmente diffidente nei tuoi confronti.

 

4. Il quarto giorno niente riposo: pianifica la tua strategia di web marketing

Pensavi di iniziare a esportare all’estero senza sfruttare l’enorme potenziale che racchiude il web? Sarebbe folle. Con una strategia di web marketing internazionale, puoi raggiungere alla velocità di un click un potenziale cliente che sta a decine di migliaia di chilometri di distanza.

Per esportare all’estero con Internet, devi ottenere visibilità sui motori di ricerca:

  • puoi puntare su tattiche che ti portano risultati immediati, anche se temporanei e più dispendiosi in termini di denaro (come la pubblicità a pagamento su Google AdWords)
  • oppure optare per tattiche a lungo termine, più faticose ma più durature (come una strategia SEO internazionale che porti il tuo sito web nelle prime posizioni della SERP per la keyword di ricerca che ti interessa).

Ovviamente, esportare all’estero implementando una strategia di web marketing internazionale non è roba da tutti: probabilmente, il tuo quarto giorno sarà ancora meglio speso se, una volta individuati i tuoi obbiettivi digitali, ti dedicherai anche alla ricerca di una buona agenzia web. Solo una squadra di professionisti del web marketing saprà come muoversi in quel campo minato di algoritmi che è l’universo Google.

 

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