Come i bambini utilizzano i motori di ricerca, e cosa ci può insegnare

Scritto da Yourbiz Staff in Idee vincenti

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Uno studio dell’Autorità per le Comunicazioni del Regno Unito (Ofcom) restituisce un’interessante specchio di realtà sull’utilizzo di Google da parte dei bambini britannici. In questo articolo, riflettiamo sulle statistiche emerse, facendo qualche considerazione sulle tendenze di ricerca per il futuro.

Spesso il rapporto tra bambini e dispositivi informatici può aiutarci a capire le tendenze di utilizzo della tecnologia meglio di complessi modelli predittivi matematici. È una premessa che è risultata valida in diversi studi sull’evoluzione del linguaggio, sul comportamento di gruppo in sociologia, e che quindi ben si può applicare anche all’analisi dei motori di ricerca, e la loro probabile evoluzione nei prossimi anni.

In questo senso, un interessantissimo studio di Ofcom, l’Autorità per le Comunicazioni del Regno Unito, che riguarda l’utilizzo da parte di bambini e genitori dei diversi mezzi di comunicazione, è stato recentemente ripreso dall’Agenzia SEO britannica Branded3, che ha isolato alcune tendenze che sembrano emergere dal report riguardo all’utilizzo dei motori di ricerca da parte dei più piccoli.

Queste statistiche possono offrire qualche spunto importante per chi fa SEO (posizionamento sui motori di ricerca) per siti web diretti ai bambini – ed è questo il focus dell’articolo dell’agenzia UK – oppure, portandoci ancora più avanti, possono dare alcuni suggerimenti su come probabilmente evolverà la fruizione dei motori di ricerca nel prossimo futuro.

È proprio questo su cui vogliamo concentrarci in questo articolo, esaminando i trend che emergono dai bambini britannici per dare qualche spunto su come, con tutta probabilità, faremo SEO in futuro. Partiamo!

La prima tendenza: going mobile

Sarà l’inquietudine dei bambini, ma dallo studio di Ofcom emerge che il computer (fisso e portatile) è un mezzo quasi inutilizzato dai più piccoli nel Regno Unito. Questi preferiscono di gran lunga utilizzare dispositivi mobili, come tablet (utilizzati da più dell’80% dei bambini) e smartphone (57%) per fare le loro ricerche sul web.

Tali dispositivi mobili fanno parte della vita di tutti i giorni dei bambini britannici, e sono percepiti come una naturale componente della loro ordinarietà, quasi un’estensione del loro corpo. Sia a casa, che a scuola – dove diventano strumenti fonte di insegnamento – tablet e smartphone sono oggetti familiari e utilizzati, a differenza del tradizionale desktop, che resta ai più sconosciuto.

Si tratta di un ulteriore e importante indizio che, nei prossimi anni, soprattutto nel mercato B2C (business-to-consumer), le ricerche su desktop sono destinate a crollare e che saranno invece smartphone, tablet e nuovi oggetti quotidiani collegati a internet (smartwatch, smart tv) a raccogliere le principali ricerche sui motori. Se i nuovi cittadini sono abituati fin da piccoli a utilizzare questi strumenti, infatti, tutto fa pensare che le tendenze di consumo non possano che rafforzarsi nel tempo.

La disciplina del SEO (Search Engine Optimization) è destinata, a sua volta, a raccogliere questa pesante eredità, e si sta spostando già ora verso il mobile-first. Per esempio, Google ha dichiarato a inizio 2017 che il posizionamento da dispositivi mobili è considerato ora prioritario rispetto a quello desktop.

Implicazioni? Non solo – ovviamente – un sito web pienamente responsive, ma anche e soprattutto:

  • la necessità di procedere con studi approfonditi di UX (user experience) e UI (user interface) sui diversi dispositivi;
  • la riduzione della dimensione delle pagine e la velocizzazione delle stesse da mobile (AMP, fast articles e tutto quello che ne consegue);
  • l’utilizzo degli strumenti tecnici messi a disposizione da Google per comunicare con immediatezza le informazioni della pagina (Schema.org).

La ricerca vocale è naturale per i bambini

Utilizzare i dispositivi mobili per fare ricerche sul web è naturale per i bambini, così come lo è utilizzare le funzioni di riconoscimento vocale, senza dover passare per la tastiera degli schermi.

Il futuro sembra essere sempre più diretto, in quest’ottica, verso la ricerca del facile, del veloce, del risparmio di tempo. Una ricerca vocale è realizzata con uno sforzo molto minore da parte dell’utente.

Dunque, la funzionalità “ok Google”, ma anche Siri, Cortana, Alexa e tutti gli assistenti vocali che probabilmente sorgeranno nei prossimi anni. Implicazioni lato SEO? Davvero molte, le principali secondo noi sono queste:

  • crescita delle “long tail keywords: attraverso una ricerca vocale, si è portati naturalmente ad aumentare l’entità della frase pronunciata. Di conseguenza, il futuro sarà probabilmente caratterizzato da un lieve declino di parole chiave semplici e generiche (come “bicicletta”), e da un aumento di numerose chiavi a coda lunga (come “dove posso comprare una bicicletta adatta per strade sterrate”);
  • crescita delle “wh- query”: definisco wh- query quelle frasi che iniziano – in lingua inglese – con le classiche “cinque W” (what, when, where, why, who). Le ricerche vocali sono più naturali e tendono a rispecchiare le domande che normalmente vengono poste a chi ci sta di fronte. Un esempio è già stato presentato al punto precedente, un altro potrebbe essere lo spostamento da “negozi scarpe” a “dove posso comprare le scarpe”;
  • aumento della quota di mercato di Bing: eh sì, perché Siri, Cortana e Alexa, i tre assistenti vocali citati, eseguono tutti le proprie ricerche sul motore di ricerca di Microsoft. Ad oggi, Google non è stato minimanente scalzato dal suo principale competitor occidentale, ma le cose potrebbero cambiare con l’aumento delle ricerche vocali. Intanto, il consiglio è quello di studiare tutti gli strumenti per gli webmaster forniti da Bing.

Le ricerche su YouTube

Per quanto riguarda guide e consigli, YouTube è considerato il pilastro dell’informazione per il 51% dei bambini britannici intervistati, sopra Google (26%) e ben sopra media più autorevoli come la BBC (5%) o Wikipedia (2%).

È così che fioccano ricerche del tipo how-to (“come fare”) sul portale di video sharing di Google. Soprattutto in lingua inglese, “come annodare la cravatta” e “come realizzare un pacco regalo” sono già esempi di parole chiave ricchissime di video in concorrenza. D’altronde, cosa meglio di un video per mostrare i vari passaggi delle guide?

In questo senso, un consiglio. Per le strategie di inbound marketing della tua azienda, specialmente nella fase di ricerca informativa, affrettati a realizzare una strategia di YouTube Marketing. Nel futuro, gli articoli di scoperta ed interesse saranno sempre più sostituiti da video-pillole, che potranno essere il primo aggancio per la vendita di prodotti e servizi.

Infine, una considerazione sui risultati di ricerca

Dalla ricerca di Ofcom emerge che, nelle ricerche dei bambini, il CTR (click-through rate) del primo risultato su Google e degli altri motori di ricerca è notevolmente più alto rispetto alla media. In sostanza, i giovanissimi britannici tendono ad accontentarsi del primo risultato che trovano quando digitano una determinata query, e vogliono trovare subito quello che stanno cercando nella pagina di destinazione.

Non è detto che sia una tendenza destinata a proseguire anche in età adulta, dove la capacità di elaborazione e valutazione dei risultati certamente cresce, ma è comunque un dato interessante, che spinge a riflettere su come nel tempo le prime posizioni sui motori di ricerca sembrino non bastare più. Quello che conta veramente, è la prima posizione.

Al contempo, la landing page sulla quale sbarca il visitatore deve contenere immediatamente le informazioni ricercate e desiderate, senza costringere il bimbo ad una visita lunga o faticosa. Altrimenti, probabilmente, si annoierà e chiuderà la pagina. Queste statistiche sono molto utili per evidenziare come la velocità e l’immediatezza sono due caratteristiche essenziali, che vanno tenute in grande conto per il proprio lavoro di ottimizzazione per i motori di ricerca.

Insomma, il lavoro di SEO in futuro sarà sempre più complesso, specializzato e multicanale. Una bella sfida, che siamo pronti a raccogliere!

A presto,
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